La nostra è un'azienda familiare, con una grande tradizione viticola maturata sulle colline di Pressano e che affonda le proprie radici nella storia.

Nel corso degli anni siamo arrivati alla conversione biologica di tutti i nostri vigneti, e più recentemente all'avvicinamento alla biodinamica, in un percorso di continua crescita basato sulla profonda conoscenza del nostro territorio e sull'attenzione quotidiana per le nostre vigne.
Attualmente i vigneti si estendono per una superficie di circa 20 ettari, suddivisi tra la zona di Pressano e la valle del Sarca, e caratterizzati da profonde differenze di clima e suolo.

Alla produzione complessiva di circa 125.000 bottiglie tra i vari vini, si accompagnano quella - limitatissima - di Olio Extra Vergine di Oliva e la coltivazione, nel fondovalle, di mele in parte trasformate in succo.
Una storia di famiglia
Negli archivi parrocchiali di Pressano il nostro cognome compare per la prima volta nel 1751. Da quel momento le radici della nostra famiglia sono cresciute, assieme alle vigne, su queste colline.

Alcuni documenti attestano ai primi anni dell'Ottocento l'acquisto del vigneto Olivar, la cui Nosiola arrivava con i buoi fino a Innsbruck grazie al bisnonno Bernardino, cittadino dell'Impero Austro-Ungarico. Successivamente il nonno Rinaldo, con l'aiuto del figlio Paolo, comincia a rifornire di vino diverse osterie della vicina città di Trento.

Negli anni seguenti Paolo riesce, con grande impegno, a incrementare
la superficie aziendale, e con l'affiancamento dei figli Alessandro, Franco, Roberto e Lorenzo, inizia la storia moderna della nostra azienda.

La viticoltura si trasforma, sostituendo la pergola con sistemi di allevamento a maggiore densità di impianto e produzione per ceppo ridotta; le uve vengono vinificate utilizzando tecniche innovative, che permettono di preservare l'integrità aromatica e garantire la serbevolezza dei vini.

Tradizione e innovazione si accompagnano, in una costante ricerca della qualità.
Oggi, e domani
La volontà di produrre vini che siano autentica espressione del territorio, ha rinnovato la nostra attenzione per il vigneto e il suo ecosistema. Gradualmente siamo arrivati alla conversione biologica di tutta l'azienda e all'introduzione dei princìpi della biodinamica, al fine di migliorare ulteriormente la qualità delle uve, dei vini e del nostro lavoro.

La prospettiva e gli obbiettivi sono cambiati: l'ascolto e l'osservazione sono diventati la chiave per interpretare al meglio le unicità della materia vivente che dobbiamo gestire e accompagnare verso la bottiglia.
Dietro ad ogni scelta la consapevolezza che una vite robusta e sana, con radici ampie e profondamente sviluppate in un terreno aerato e vivo, produce un'uva che è la massima espressione di quel vigneto e di quell'annata. A noi il ruolo di custodi, con il compito di intervenire nei momenti cruciali del processo produttivo in maniera non invasiva ma efficace.

Anche se la nostra storia di viticoltori si spinge tanto lontano nel tempo, ogni giorno si trasforma in un'occasione di crescita. Proprio per questo, con il gruppo de I Dolomitici, abbiamo da poco intrapreso un percorso di approfondimento e di scambio reciproco che ci sta dando e ci darà sicuramente grandi risultati.